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Antico Palazzo di Città, Mondovì, 2009 La Personale presenta un percorso equinoziale attraverso i quattro elementi naturali e articolato in tre sale: Equinozio, Austro e Favonio, Gea.

Galleria GABRIELE CAPPELLETTI, Milano, 2007 La Personale, accanto ad un nucleo di opere storiche contrassegnate dalla forte densità materica , da un metamorfismo dominante in cui la figurazione appare e scompare assorbita dal flusso mobile del tutto, propone un gruppo di lavori recenti imperniato sui quattro elementi della natura, ma, soprattutto, caratterizzato dalla esplosione della superficie canonica e dalla conseguente disgregazione in frammenti, scaglie, schegge di terra, di cielo, di mare.

Galleria Eclettica, Milano, 2006 Da sempre l’arte si è ispirata ad Afrodite, che in senso lato rappresenta il bello nella sua complessità multiforme. Afrodite, la dea che nasce dalle acque del mare, inseminate dal cielo stesso, simboleggia l’acquisizione da parte degli uomini di una forma di vita capace di equilibrio, di armonia, capace di comprendere le leggi della natura, di apprezzare la mirabile concatenazione dei fenomeni del cosmo, i loro effetti sulla terra, sulla vita di ogni essere vivente. E’ un’umanità che si confronta con il mistero dell’esistenza,alla base del quale scopre il principio dell’attrazione degli esseri fra loro, della seduzione che indirizza le scelte in ogni campo, quelle affettive, quelle economiche, quelle politiche.

Cascina Roma, S. Donato Milanese, 2006 Una mostra in tre sezioni:
- dal Realismo Sociale al Realismo Esistenziale
- Ri-Esistenze
- Omaggio a Giangiacomo Spadari.
Spunti, riflessioni, interpretazioni sull’arte che indaga ed esplora le tematiche esistenziali, i molteplici aspetti della vita quotidiana, della cronaca e della storia, attraverso la pittura, la scultura e la fotografia.

Cascina Grande, Rozzano, 2002 " Ad apertura dell'ampia antologica, l'albero della pittura , una scultura che riproduce ingigantito uno stelo d'erba che attinge da un secchio di terra nera luccicante di mica e che culmina in tre grandi foglie rivestite di tela e oscillanti come aquiloni. Alle spalle, petali giganteschi che richiamano uno stormo di uccelli migratori. Di qui si diparte un percorso a ritroso nel tempo, a cominciare dai recenti dipinti su forme variamente sagomate, concave, ondulate, estroflesse. L'idea evocata è quella del pellegrinaggio: una sorta di oduseide, di argonautica, di diogeneide dai passi indagatori…" ( P. L. Senna, Di terra in terra)

Università Bocconi, Milano, 2002 "…le sagome, i volti, tutto appare sfuocato, come risucchiato o respinto nella ristretta gamma di colori che trattengono la luce, per una esuberanza primordiale, una caparbia sottrazione di senso come i buchi neri delle moderne cosmogonie astronomiche. Mattio riproduce ossessivamente un solo paesaggio, più vicino alla geologia che a un qualsiasi giardino romantico" ( B. Nacci, Terre promesse )

Centro Incontri della Provincia, Cuneo, 2000 " E di laggiù, dall'indistinto di quei fondi agresti, l'ombra che sappiamo viene avanti, curva, strascicando il passo. E' lui il "Jan Pitadè" leggendario e più che mai vero! Il Giobbe biblico della condanna mai scontata!.." (S. Arneodo) " I grigi e i neri, le terre e i verdi macerati e sofferti, i colori " consumati" da stesure e stratificazioni di sabbie e ceneri diventano gli attori di un dramma che, per essere messo in scena, necessita di toni bassi, di frasi proferite sottovoce, di intime confessioni sussurrate in una sacrale semioscurità" ( G. Cerri)

Controcorrente, Milano, 1999 "Il sipario della superficie dipinta simula la persistenza di un fantasma del presente o della memoria: si tratti di un primordiale scenario cosmogonico, di un tetro od affocato interno, antinomico riflesso dei molteplici conflitti dell'io…" ( G. Pre)

Scarabeo, Milano,1995 "Aquaveli: velature d'acqua, carezze di cellulosa, fremiti di mare, sbuffi d'arcobaleno, linfe della terra, vampe e carboni; la più tenue delle pitture diventa materia…" (P. L. Senna)

Nocciano, museo delle arti, 1995 " Il nucleo di riferimento di Giovanni Mattio è la figura intesa come traccia, fantasma, volto indistinto intorno a cui cresce il disagio della materia pittorica…il gesto sciamanico del pittore purifica ogni scoria possibile per cogliere nelle viscere della terra il volto dell'astratto…" ( C. Cerritelli)

GBARTE, Milano, 1993 "Mattio è afflitto e affascinato dall'inerte e potente luminosità della materia, contro cui si batte per esserne vinto e…chino sul sicuro banco delle sue sabbie, delle polveri di mattone, della cenere dei suoi sigari, continua ad accostare natura e donna come dati di una logica combinatoria di cui conosce le infinite, sfuggenti variazioni" (B.Nacci, Scisti, Silenzi)

Porto Venere, torre capitolare, 1993 " Queste pitture…ad uno sguardo iniziale si propongono come materia informaleggiante, ma non informe, giacché quella materia, come si avverte prolungando l'osservazione, entrando nel quadro, si offre nel suo prender forma, attraverso aggregazioni embrionali e poi sempre più definite. Mai, tuttavia, fino ad una precisazione che attenui questo essere e voler essere ancora materia originaria…" ( L. Caramel, La materia, l'immagine)

AeZ, Milano, 1992 " Sia nei temi di natura che nelle figure, fortemente deformate e fervidamente reinventate, si riflette la torsione di una liricità tesa e come compressa, come febbrilmente trattenuta sul filo rischioso di un equilibrio che si esibisce tutto sull'espressione" (G. Seveso)

Quadreria d'arte contemporanea, Cuneo, 1989 "Il tema estorto alle narrazioni letterarie (Il mito, il mare) cresce, diventa colore e strutturazione di spazio, allusione di mondi" (G. Pintus)

Galleria Cesarea, Genova, 1987: "L'erranza dei pianeti che vagano nel cielo acquista lo schema irregolare della danza, celebrazione voluttuosa entro la quale viene in essere…il perimetro illusorio di uno spazio incantato" (R: Cavallo)


Interarte, Milano, 1986: "Una intensa corrente neopagana percorre ed anima queste figurazioni" (R. Cavallo)